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SUMMARY:FESTIVAL PICCOLO GRANDE CINEMA 2024
DESCRIPTION:Coming soon...\n\nDi ritorno per la sua 17esima edizione\, Festival Piccolo Grande Cinema è un festival cinematografico dedicato ai bambini\, ai ragazzi e alle famiglie\, organizzato da Cineteca Milano. Si tiene ogni anno a Milano e offre una selezione di film provenienti da tutto il mondo\, pensati per un pubblico giovane ma adatti anche agli adulti.\n\nIl festival include anteprime\, laboratori creativi\, incontri con registi\, e attività didattiche. L'obiettivo è avvicinare i più giovani al cinema di qualità\, educandoli al linguaggio cinematografico e promuovendo la cultura del cinema come strumento di crescita e apprendimento.\n\nPhoto credit: Jippie No More
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SUMMARY:PGC24 - JIPPIE NO MORE!
DESCRIPTION:No Jippie\, no party \nJippie No More! (Jippie No More!) \nRegia: Margien Rogaar; sceneggiatura: Fiona van Heemstra; interpreti: Wesley van Klink\, Guido Pollemans\, Lotte Jonker\, Aus Greidanus Sr\, Hannah van Lunteren; produzione: Pupkin Film\, VPRO Television; distribuzione: M-Appeal. \nPremiato con i premi Youth Jury Award e Best Dutch Children’s Film – Audience Award al Cinekid Festival 2023. \nPaesi Bassi\, 2023\, 94’. Versione originale con sottotitoli in italiano. Anteprima italiana. \nSINOSSI \nIn un affettuoso film familiare che esplora i primi amori e i legami affettivi\, seguiamo Jaap Peter\, un vivace sedicenne che si prepara con entusiasmo per le nozze della sorella maggiore nella pittoresca casa di campagna del nonno. Mentre l’intera famiglia si mobilita per organizzare la cerimonia perfetta\, Jaap Peter si innamora per la prima volta. Tuttavia\, Lily\, la ragazza dei suoi sogni\, sembra più interessata a sua sorella minore\, Joe. Deluso e scoraggiato\, Jaap Peter perde interesse per i festeggiamenti\, ma\, ben presto\, si renderà conto che la sua presenza e il forte legame con i parenti sono essenziali per il successo della festa\, riscoprendo il valore della comunità e dell’amore. \nNOTE DI REGIA \nVolevo realizzare un film con protagonista una persona con disabilità dello sviluppo. Un film accessibile\, in cui la sindrome di Down non fosse il tema principale\, ma un aspetto secondario. Da tempo realizzo film con bambini e ho notato che i bambini con disabilità spesso hanno un ruolo marginale. Volevo cambiare questa situazione. La realizzazione di un film è un processo di lavoro ad alta pressione. Per rendere tutto accessibile per il nostro attore Wesley van Klink\, abbiamo dovuto esaminare quel processo e adattarlo a lui. […] Jippie è un personaggio principale che inizialmente potrebbe non somigliare a tutti i bambini che vedono il film. Ma dopo 90 minuti\, tutto questo è completamente cambiato. \nBIO REGISTA \nMargien Rogaar è una regista olandese. Dopo essersi laureata presso l’Accademia del Cinema dei Paesi Bassi\, ha diretto diversi cortometraggi e spettacoli per la televisione olandese. Il suo cortometraggio del 2007\, Breath\, è stato selezionato per il programma NISI MASA nella Semaine de la Critique. Ha realizzato il suo primo lungometraggio\, Maybe Sweden\, nel 2006\, seguito da Bon Voyage (2010) e Scrap Wood War (2014)\, tutti incentrati sulla vita dei bambini e delle loro famiglie. Nel 2016 ha diretto Remi\, Nobodys Boy\, nominato per un Emmy Award. Recentemente\, ha creato la serie televisiva Lampje e presentato il suo ultimo film\, Jippie No More! all’apertura del festival Cinekid 2023 di Amsterdam. \nPLOT \nIn an affectionate family film that explores first love and emotional bonds\, we follow Jaap Peter\, a vivacious 16-year-old boy who enthusiastically prepares for his older sister’s wedding in his grandfather’s picturesque country house. As the whole family scrambles to organise the perfect ceremony\, Jaap Peter falls in love for the first time. However\, Lily\, the girl of his dreams\, seems more interested in his younger sister\, Joe. Disappointed and discouraged\, Jaap Peter loses interest in the party. However\, he soon realises that his presence and the strong bond with his relatives are essential to the success of the celebration and rediscovers the value of community and love. \nDIRECTOR’S NOTE \nI wanted to make a film starring a person with a developmental disability. An accessible film\, in which Down syndrome was not the subject\, but a side issue. I have been making films with children for a long time and my experience is that children with a disability often have a supporting role. I wanted to change that. Filmmaking is a high-pressure work process. To make it accessible for our actor Wesley van Klink\, we had to examine that process and tailor it to him. […] Jippie is a main character who may not initially resemble all the children who see the film. But after 90 minutes that has completely changed. \nDIRECTOR’S BIO \nMargien Rogaar is a Dutch filmmaker. After graduating from the Film Academy of the Netherlands\, she directed several short films and shows for Dutch television. Her 2007 short film\, Breath\, was selected for the NISI MASA programme in the Semaine de la Critique. Her first feature film\, Maybe Sweden\, was made in 2006\, followed by Bon Voyage (2010) and Scrap Wood War (2014)\, all focusing on the lives of children and their families. In 2016\, she directed Remi\, Nobodys Boy\, which was nominated for an Emmy Award. Recently\, she created the television series Lampje and presented her latest film\, Jippie No More! at the opening of the 2023 Cinekid festival in Amsterdam.
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SUMMARY:PGC24 - ROSA E IL TROLL DI PIETRA
DESCRIPTION:Rosa e il troll di pietra \nRoselil og stentrolden (Rosa and the Stone Troll) \nRegia: Karla Nor Holmbäck; sceneggiatura: Toke Westmark Steensen; soggetto: basato sui personaggi della serie di libri Rosa di Josefine Ottesen; produzione: Dansk Tegnefilm\, A.Film A/S; distribuzione internazionale: LevelK; distribuzione italiana: Wanted. \nPresentato in concorso nella sezione Contrechamp alla 47° edizione del Festival internazionale del film d’animazione di Annecy. \nDanimarca\, 2023\, 75’. Animazione. Versione doppiata in italiano. Opera prima. \nSINOSSI \nRosa è una piccola fata dei fiori che vive solitaria nel suo roseto. Sebbene desideri ardentemente avere un amico\, è troppo spaventata per lasciare il suo rifugio. La sua vita tranquilla cambia quando incontra Satin\, una farfalla avventurosa\, e le due diventano subito grandi amiche\, nonostante le loro differenze. Mentre Satin sogna avventure nel mondo esterno\, Rosa preferirebbe rimanere nel suo giardino. Tuttavia\, il rapimento di Satin da parte di un malvagio Troll di pietra costringe Rosa a superare le sue paure e a intraprendere un viaggio per salvarla. Lungo il cammino\, Rosa incontrerà nuovi amici e dovrà affrontare molte sfide\, imparando che la vera forza risiede nell’amicizia e nella scoperta di sé. \nNOTE DI REGIA \nDa bambina\, mio padre leggeva ad alta voce i libri di Rosa\, e quell’incredibile universo mi ha accompagnato da allora. Ancora oggi desidero vivere a Summerland con Rosa e i suoi amici\, dormire nel roseto\, mangiare torta di mirtilli con i topi e ballare con gli elfi che brillano come argento nella notte. Con Rosa e il troll di pietra\, voglio creare un film avventuroso sull’amicizia\, che esplora come ognuno di noi cerchi di integrarsi nella comunità\, tenendo conto delle proprie predisposizioni e difficoltà. […] Un film che rappresenti l’amicizia\, nel bene e nel male\, e che incoraggi a tuffarsi nell’incertezza\, essere audaci e seguire i propri sogni. \nBIO REGISTA \nKarla Nor Holmbäck è una regista di animazione diplomata alla Scuola Nazionale di Cinema della Danimarca nel 2018. Durante il suo percorso di studi\, si è dedicata alla creazione di contenuti per bambini\, collaborando a serie televisive\, videogiochi e alla creazione di universi fantastici. Oltre ai film\, il suo lavoro spazia anche nell’illustrazione di libri per bambini\, e nel 2020 ha debuttato come autrice con la più grande casa editrice della Danimarca\, Gyldendal. Le opere di Karla si contraddistinguono per la loro poesia e invitano i giovani lettori o spettatori a immergersi in un mondo magico e giocoso. Rosa e il troll di pietra è il suo primo lungometraggio. \nPLOT \nRosa is a small flower fairy who lives alone in her rose garden. Although she longs for a friend\, she is too scared to leave her home. Her quiet life changes when she meets Satin\, an adventurous butterfly\, and the two immediately become best friends\, despite their differences. While Satin dreams of adventures in the outside world\, Rosa would rather stay in her garden. However\, Satin’s abduction by an evil Stone Troll forces Rosa to overcome her fears and embark on a journey to rescue her. Along the way\, Rosa will meet new friends and face many challenges\, learning that true strength lies in friendship and self-discovery. \nDIRECTOR’S NOTE \nAs a child\, my dad read aloud from the Rosa books\, and the amazing universe has followed me ever since.  I still today want to live in the Summerland with Rosa and her friends\, sleep in the rose bush\, eat blueberry pie with the mice and dance with the elves that twinkle like silver in the night. With Rosa and the Stone Troll\, I want to create an adventurous film about friendship. About how we each try to fit into the community based on our individual prerequisites and challenges. […] A film that depicts friendship for better or worse\, about daring to throw yourself into the uncertain\, being brave and follow your dreams. \nDIRECTOR’S BIO \nKarla Nor Holmbäck is an animated film director who graduated from the National Film School of Denmark in 2018. During her studies\, she has been involved in creating content for children\, collaborating on TV series\, video games and in the creation of fantastical universes. In addition to film\, her work also spans children’s book illustration\, and in 2020 she debuted as an author with Denmark’s largest publishing house\, Gyldendal. Karla’s works are characterised by their poetry and invite young readers or viewers to immerse themselves in a magical and playful world. Rosa and the Stone Troll is her first feature film.
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SUMMARY:PGC24 - A BOAT IN THE GARDEN
DESCRIPTION:Una barca in giardino \nSlocum et moi (A Boat in the Garden) \nRegia: Jean-François Laguionie; sceneggiatura: Anik Le Ray\, Jean-François Laguionie; produzione: Melusine Productions\, JPL Films; distribuzione: Urban Sales. \nPresentato alla 77° edizione del Festival di Cannes e in concorso alla 48° edizione del Festival internazionale del film d’animazione di Annecy. \nLussemburgo\, Francia\, 2024\, 75’. Animazione. Versione originale con sottotitoli in italiano. Anteprima milanese. \nSINOSSI \nNegli anni ’50\, sulle rive del fiume Marna\, il giovane François\, di 11 anni\, scopre con stupore che i suoi genitori stanno costruendo una barca nel loro giardino\, una replica della nave a vela del famoso marinaio Joshua Slocum. Con il passare degli anni\, nella Francia del dopoguerra\, François cresce\, attraversando l’adolescenza fino all’età adulta. Mentre la barca prende forma\, il ragazzo osserva con uno sguardo tenero e poetico i suoi genitori e intraprende una propria avventura\, guidata dalla sua passione per il mare e il disegno. Tra il sogno del padre e le proprie aspirazioni\, François trova il suo percorso\, vivendo avventure che rispecchiano la grande impresa del marinaio solitario Slocum. \nNOTE DI REGIA \n[L]’immagine che un ragazzo ha di suo padre è solo una parte del film. Il tema più ampio riguarda i sogni che mettiamo in moto e che poi un giorno abbandoniamo. Forse perché li abbiamo davvero vissuti. Potrebbe essere la costruzione di una casa incompiuta\, un libro che hai iniziato a scrivere (un film su cui lavori da anni?…). Dicono che è il viaggio che conta\, non la destinazione… Una vecchia storia! Quindi questo è un film d’avventura. Le relazioni tra i personaggi\, con pochi dialoghi e una tenerezza palpabile\, sono ritratte con leggerezza. In questo senso\, l’animazione non è paragonabile al live action. \nBIO REGISTA \nJean-François Laguionie\, nato nel 1939 a Besançon\, Francia\, sviluppa una passione per il disegno fin da giovane. Dopo gli studi in Arts Appliqués\, conosce Paul Grimault\, che lo introduce all’animazione. Nei dieci anni trascorsi insieme\, realizza i suoi primi cortometraggi\, ottenendo successo nei festival\, tra cui la Palma d’Oro per La traversée de l’Atlantique à la rame (1978). Nel 1979\, avvia la produzione di lungometraggi con Gwen\, le livre de sable (1979). Il suo studio\, La Fabrique\, si specializza poi in film TV e cortometraggi. Collabora con Blue Spirit Productions e JPL Films per la produzione dei suoi lungometraggi più recenti. \nPLOT \nIn the 1950s\, on the banks of the river Marne\, 11-year-old François discovers to his amazement that his parents are building a boat in their garden\, a replica of the famous sailor Joshua Slocum’s sailing ship. Over the years\, in post-war France\, François grows up\, going through adolescence into adulthood. As the boat takes shape\, the boy looks tenderly and poetically at his parents and embarks on his own adventure\, guided by his passion for the sea and drawing. Between his father’s dream and his own aspirations\, François finds his own path\, experiencing adventures that mirror the great feat of the lone sailor Slocum. \nDIRECTOR’S NOTE \n[A] boy’s image of his father is only one part of the film. The broad scope is the dreams we set in motion and then one day abandon. Perhaps because they have really been lived. It could be the construction of an unfinished house\, a book you’ve started to write. (a film you’ve been working on for years?…)! It’s the journey that counts\, they say\, not the destination… An old story! So this is an adventure film. The relationship between the characters\, with little dialogue and a skin-deep tenderness\, are light-handedly portrayed In this respect\, animation doesn’t fare as well as live action. \nDIRECTOR’S BIO \nJean-François Laguionie\, born in 1939 in Besançon\, France\, developed a passion for drawing from an early age. After studying Arts Appliqués\, he met Paul Grimault\, who introduced him to animation. In the ten years they worked together\, he made his first short films\, gaining great success at festivals\, notably winning the Palme d’Or for La Traversée de l’Atlantique à la rame (1978). In 1979\, he embarked on feature film production with Gwen\, le livre de sable (1979). His studio\, La Fabrique\, specialises in TV films and short films. He has collaborated with Blue Spirit Productions and JPL Films on the production of his most recent feature films.
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SUMMARY:PGC24 - ANOTHER COUNTRY - LA SCELTA
DESCRIPTION:Another Country – La Scelta \nAnother Country \nRegia: Marek Kanievska; sceneggiatura: Julian Mitchell; soggetto: tratto dall’omonima opera teatrale di Julian Mitchell; interpreti: Rupert Everett\, Colin Firth\, Cary Elwes\, Robert Addie; produzione: Goldcrest Films International\, National Film Finance Corporation; distribuzione: Goldcrest Films. \nPresentato in concorso alla 37° edizione del Festival di Cannes.  \nRegno Unito\, 1984\, 90’. Versione doppiata in italiano.  \nSINOSSI \nGuy Bennett\, ex spia del KGB\, vive a Mosca e rievoca la sua giovinezza in un’intervista con una giornalista americana. La narrazione si sposta negli anni ’30 in Inghilterra\, in un rigido college frequentato dai figli dell’aristocrazia. Qui\, tra opportunismo e ipocrisia\, Guy si distingue per la sua franchezza\, non temendo di criticare le convenzioni sociali. Innamorato di un compagno\, si trova costretto a fuggire quando la loro relazione viene scoperta. Abbandonato dalla famiglia e rifiutato dal suo paese\, Guy decide di unirsi al KGB\, scegliendo una vita di opposizione a un sistema che lo ha escluso. La sua storia è un viaggio di autoaccettazione e ribellione contro le norme che lo hanno sempre perseguitato. \nBIO REGISTA \nMarek Kanievska è nato nel 1952 a Londra\, da genitori polacchi. Regista televisivo e cinematografico\, ha esordito nella settima arte con Another Country – La scelta (1984)\, un adattamento dell’omonimo dramma di Julian Mitchell\, che ha ricevuto riconoscimenti ai Festival di Cannes e Firenze. Per il cinema ha poi diretto Al di là di tutti i limiti (1987)\, ispirato dal romanzo Meno di zero di Bret Easton Ellis. Dagli anni ’70\, Kanievska ha avviato la sua carriera televisiva in Australia\, producendo\, tra gli altri\, diversi episodi della serie Matlock Police. Ha inoltre lavorato a diverse produzioni britanniche\, tra cui la celebre Muck and Brass (1982). \nPLOT \nGuy Bennett\, a former KGB spy\, lives in Moscow and recalls his youth in an interview with an American journalist. The narrative shifts to 1930s England\, to a strict college attended by the sons of the aristocracy. Here\, amidst opportunism and hypocrisy\, Guy stands out for his frankness\, not afraid to criticise social conventions. In love with a companion\, he finds himself forced to flee when their relationship is discovered. Abandoned by his family and rejected by his country\, Guy decides to join the KGB\, choosing a life of opposition to a system that has excluded him. His story is a journey of self-acceptance and rebellion against the norms that have always persecuted him.  \nDIRECTOR’S BIO \nMarek Kanievska was born in 1952 in London to Polish parents. A television and film director\, he made his debut in the seventh art with Another Country (1984)\, an adaptation of Julian Mitchell’s play of the same name\, which received awards at the Cannes and Florence Film Festivals. He then directed Less Than Zero (1987)\, inspired by Bret Easton Ellis’ homonymous novel. From the 1970s\, Kanievska launched his television career in Australia\, producing\, among others\, several episodes of the series Matlock Police. He has also worked on several British productions\, including the popular series Muck and Brass (1982).
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SUMMARY:PGC24 - LE VITE DEGLI ALTRI
DESCRIPTION:Le vite degli altri \nDas Leben der Anderen \nRegia: Florian Henckel von Donnersmarck; sceneggiatura: Florian Henckel von Donnersmarck; interpreti: Ulrich Mühe\, Martina Gedeck\, Sebastian Koch\, Ulrich Tukur; produzione: Wiedemann & Berg\, Bayerischer Rundfunk\, Creado Film\, Arte; distribuzione italiana: 01 Distribution. \nVincitore del Premio Oscar® per il Miglior Film Straniero nel 2007. Vincitore del Premio BAFTA come Miglior Film Non in Lingua Inglese e del Premio César come Miglior Film Straniero nel 2008.   \nGermania\, 2006\, 137’. Versione doppiata in italiano.  \nSINOSSI  \nBerlino Est\, 1984. Il capitano Gerd Wiesler è l’abile\, spietato solerte agente della famigerata Stasi\, la Polizia di Stato che crea un clima di terrore tra i cittadini della DDR. Per la sua abilità e lealtà gli viene affidato il compito di mettere sotto stretta sorveglianza il drammaturgo di successo Georg Dreyman\, fra i più importanti intellettuali del regime comunista. La missione è anche caldeggiata dal ministro della cultura Bruno Hempf\, innamorato della compagna di Dreyman\, l’attrice Christa-Maria Sieland\, e desideroso di sbarazzarsi di lui per avere campo libero. Wiesler installa microspie nell’appartamento del drammaturgo\, ma ascoltare la vita della coppia cambia qualcosa in lui\, che\, affascinato dalla loro arte e umanità\, diventa sempre più coinvolto emotivamente e mettendo in questione tutti i suoi ideali. \nBIO REGISTA \nFlorian Henckel von Donnersmarck\, nato a Colonia nel 1973\, è un regista e sceneggiatore tedesco. Ha studiato letteratura a Oxford\, filosofia a San Pietroburgo e regia all’Università di Televisione e Cinema di Monaco. Il suo film d’esordio\, Le vite degli altri (2006)\, ha ricevuto l’Oscar® per il miglior film straniero\, il BAFTA\, il David di Donatello e il César. Successivamente\, ha diretto The Tourist (2010)\, che ha ottenuto tre nomination ai Golden Globe. Nel 2018\, il suo film Opera senza autore è stato candidato agli Oscar® come Miglior Film Straniero e per la Miglior Fotografia. \nPLOT \nEast Berlin\, 1984. Captain Gerd Wiesler is the skilful\, ruthless agent of the notorious Stasi\, the State Police that creates a climate of terror among the citizens of the GDR. Because of his skill and loyalty\, he is entrusted with the task of putting the successful playwright Georg Dreyman\, one of the most important intellectuals of the communist regime\, under close surveillance. The mission is wanted by Culture Minister Bruno Hempf\, who is in love with Dreyman’s companion\, actress Christa-Maria Sieland\, and eager to get rid of him in order to make his move. Wiesler installs bugs in the playwright’s flat\, but listening to the couple’s life changes something in him\, who\, fascinated by their art and humanity\, becomes more and more emotionally involved and questions all his ideals. \nDIRECTOR’S BIO \nFlorian Henckel von Donnersmarck\, born in Cologne in 1973\, is a German film director and screenwriter. He studied literature at Oxford\, philosophy at St. Petersburg and directing at the University of Television and Film in Munich. His debut film\, The Lives of Others (2006)\, received an Oscar® for Best Foreign Language Film\, a BAFTA\, a David di Donatello and a César. Subsequently\, he directed The Tourist (2010)\, which garnered three Golden Globe nominations. In 2018\, his film Werk ohne Autor was nominated for an Oscar® for Best Foreign Language Film and Best Cinematography.
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SUMMARY:PGC24 - MY SUNSHINE
DESCRIPTION:My Sunshine \nBoku no ohisama \nRegia: Hiroshi Okuyama; sceneggiatura: Hiroshi Okuyama; interpreti: Sosuke Ikematsu\, Keitatsu Koshiyama\, Kiara Nakanishi; produzione: Tokyo Theaters\, Comme des Cinémas\, The Asahi Shimbun Company; distribuzione: Charades.  \nPresentato nella sezione Un Certain Regard della 77° edizione del Festival di Cannes.  \nGiappone\, Francia\, 2024\, 90’. Versione originale con sottotitoli in italiano. Opera seconda. Anteprima italiana. \nFilm eleggibile per il Premio Fondazione AEM – Ciak: l’ambiente! di Festival Piccolo Grande Cinema 2024. \nSINOSSI \nSull’isola giapponese di Hokkaido\, la vita ruota attorno al cambio delle stagioni. A scuola\, l’inverno è il periodo dell’hockey su ghiaccio\, e Takuya\, un ragazzino timido ma vivace\, non ne è troppo entusiasta. Il suo vero interesse è rivolto a Sakura\, una giovane stella del pattinaggio artistico\, da poco trasferitasi da Tokyo. Un giorno\, mentre gioca sul ghiaccio dopo la scuola\, l’allenatore ed ex campione Arakawa nota il potenziale di Takuya e decide di allenarlo insieme a Sakura per una competizione. Nonostante i loro caratteri estremamente diversi\, i due ragazzi sviluppano un’inaspettata ed armoniosa intesa\, crescendo insieme mentre l’inverno si trasforma in primavera. La loro preziosa connessione si rifletterà nel passaggio delle stagioni. \nNOTE DI REGIA \nMi sono sempre detto che un giorno avrei fatto un film sul pattinaggio artistico\, una disciplina che ho conosciuto fin da bambino. Ma non ci sono mai riuscito. Ho dovuto accettare che il semplice invocare i ricordi non basti per fare un film. Poi ho scoperto la canzone My Sunshine di Humbert Humbert\, e ascoltandola ogni giorno\, la storia che avevo bisogno di raccontare ha iniziato a prendere forma. Contemporaneamente\, ho incontrato Sōsuke Ikematsu[l’attore che interpreta il personaggio di Arakawa\,] e ho capito che se fossi riuscito a riprodurre il suo fascino sullo schermo\, avrei potuto realizzare il film. \nBIO REGISTA \nHiroshi Okuyama è nato a Tokyo nel 1996. È sceneggiatore\, direttore della fotografia\, montatore e regista dei suoi film. Nel 2009\, all’età di 13 anni\, ha diretto il video musicale Graduationparty!!!!!\, presentato in anteprima al Kyoto International Film Festival. Nel 2016 e nel 2018 ha realizzato due cortometraggi: The Swan Smiles e Tokyo 21st October. Nel 2018 ha ricevuto il premio come Miglior Nuovo Regista al San Sebastián International Film Festival e il premio per la Miglior Fotografia allo Stockholm Film Festival per il suo primo lungometraggio Jesus. Nel 2023 ha collaborato con Hirokazu Kore-eda alla sceneggiatura della serie Makanai: Cooking for the Maiko House. \nPLOT \nOn the Japanese island of Hokkaido\, life revolves around the change of the seasons. At school\, winter is the time for ice hockey\, but Takuya\, a shy but lively boy\, is not too keen on it. His real interest lies in Sakura\, a young figure skating star who has recently moved from Tokyo. One day\, while playing on the ice after school\, the coach and former ice hockey champion Arakawa notices Takuya’s potential and decides to train him together with Sakura for a competition. Despite their extremely different characters\, the two children develop an unexpected and harmonious understanding\, growing together as winter turns into spring. Their precious connection will be reflected in the passage of the seasons. \nDIRECTOR’S NOTE \nI always told myself that one day I would make a film about figure skating\, which I was introduced to as a child. But I couldn’t manage it. I had to accept that invoking memories alone isn’t enough to make a film. Then I discovered the song My Sunshine by Humbert Humbert\, and as I listened to it daily\, the story I needed to film began to take shape. At the same time\, I met Sōsuke Ikematsu\, and I was convinced that if I could translate his charm onto the screen\, I could make the film. \nDIRECTOR’S BIO \nHiroshi Okuyama was born in Tokyo in 1996. He is the screenwriter\, cinematographer\, editor and director of his own films. In 2009\, at the age of 13\, he directed the music video Graduationparty!!!!!\, which premiered at the Kyoto International Film Festival. In 2016 and 2018 he made two short films\, The Swan Smiles and Tokyo 21st October. In 2018 he received the Best New Director award at the San Sebastián International Film Festival and the Best Cinematography award at the Stockholm Film Festival for his first feature film Jesus. In 2023 he collaborated with Hirokazu Kore-eda on the screenplay for the series Makanai: Cooking for the Maiko House.
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SUMMARY:PGC24 - GUERRA E PACE
DESCRIPTION:Guerra e Pace \nRegia: Martina Parenti\, Massimo D’Anolfi; produzione: Montmorency Film\, RAI Cinema\, CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia Production\, Lomotion\, Cinémathèque suisse\, SRF – Schweizer Radio und Fernsehen; distribuzione italiana: Istituto Luce Cinecittà. \nPresentato in concorso nella sezione Orizzonti della 77° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. \nItalia\, Svizzera\, 2020\, 128’. Documentario. Versione originale in italiano. \nSINOSSI \nGuerra e Pace esplora il legame centenario tra cinema e conflitto\, dal primo incontro nel 1911 con l’invasione italiana in Libia fino alle riprese odierne effettuate con smartphone. Il documentario di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti è articolato in quattro capitoli — passato remoto\, passato prossimo\, presente e futuro — che ricompongono frammenti della memoria visiva dal Novecento a oggi. Quattro istituzioni europee ospitano la narrazione\, dove pace e guerra coesistono. Il film riflette sull’uso delle immagini nei conflitti\, dall’importanza della documentazione visiva al ruolo dell’Unità di Crisi della Farnesina e l’addestramento militare. Attraverso queste immagini\, il documentario solleva interrogativi sulle conseguenze della guerra\, la memoria storica e il confine sottile tra voyeurismo e necessità di ricordare. \nNOTE DI REGIA \nLa prima intuizione di Guerra e Pace è nata un giorno di fronte un’ambasciata italiana in una capitale straniera. Ci siamo domandati che funzione e che valore potessero avere ancora questi palazzi privilegiati e\, più genericamente\, quale fosse il senso dell’attività diplomatica in un mondo in cui la comunicazione e le notizie viaggiano a una velocità fuori da ogni controllo. Crediamo che oggi più che mai sia necessario ripensare agli strumenti che prevengono\, limitano\, contengono i conflitti in favore del dialogo tra uomini e istituzioni. […] Abbiamo dunque deciso di riflettere sulle immagini del passato e del presente non solo come strumento di guerra\, ma anche come possibile strumento di pace. \nBIO REGISTA \nMassimo D’Anolfi (nato nel 1974) e Martina Parenti (nata nel 1972) sono registi\, sceneggiatori e produttori italiani. Esordiscono nel 2007 con I promessi sposi\, presentato al Festival di Locarno. Nel 2009 realizzano Grandi speranze\, anch’esso presentato a Locarno. Con Il Castello (2011)\, vincono premi a Toronto e Torino. Nel 2013\, il loro Materia Oscura viene selezionato al Festival di Berlino. L’Infinita Fabbrica del Duomo (2015) è presentato a Locarno\, mentre Spira Mirabilis (2016) compete alla Mostra del Cinema di Venezia. Tra il 2018 e il 2022 realizzano Blu\, Guerra e Pace e Una giornata nell’Archivio Piero Bottoni. Il loro ultimo film\, Bestiari\, Erbari\, Lapidari (2024)\, è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. \nPLOT \nWar and Peace explores the century-long link between cinema and conflicts\, from the first encounter in 1911 with the Italian invasion of Libya to today’s smartphone recordings. Massimo D’Anolfi and Martina Parenti’s documentary is divided into four chapters — the distant past\, the near past\, the present and the future —recomposing fragments of visual memory from the 20th century to the present. Four European institutions host the narrative\, where peace and war coexist. The film reflects on the use of images in conflicts\, from the importance of visual documentation to the role of the Farnesina Crisis Unit and military training. Through these images\, the documentary raises questions about the consequences of war\, historical memory and the fine line between voyeurism and the imperative of remembering.  \nDIRECTOR’S NOTE \nWar and Peace was first conceived one day in front of an Italian embassy in a foreign capital. We wondered what function and value these privileged palaces could still have and\, more generally\, what was the sense of diplomatic activity in a world where communication and news travel at a speed beyond all control. We believe that today more than ever\, it is necessary to rethink the instruments that prevent\, limit\, contain conflicts in favor of dialogue between people and institutions […]. We have therefore decided to reflect on the images of the past and present not only as an instrument of war\, but also as a possible instrument of peace. \nDIRECTOR’S BIO \nMassimo D’Anolfi (born in 1974) and Martina Parenti (born in 1972) are Italian directors\, screenwriters and producers. They made their debut in 2007 with The Betrothed\, presented at the Locarno Festival. In 2009 they made Great Expectations\, also presented at Locarno. With The Castle (2011)\, they won awards in Toronto and Turin. In 2013\, their Dark Matter was selected at the Berlin Film Festival. The Never Ending Factory of the Duomo (2015) is presented at Locarno\, while Miraculous Spiral (2016) competed at the Venice Film Festival. Between 2018 and 2022 they made Blu\, War and Peace and A Day in the Piero Bottoni Archive. Their latest film\, Bestiari\, Erbari\, Lapidari (2024)\, was presented at the Venice Film Festival.
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LOCATION:Cineteca Milano MIC – Museo Interattivo del Cinema\, Viale Fulvio Testi 121\, Milano\, Italia
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SUMMARY:ZERO IN CONDOTTA: LABORATORIO DI SCRITTURA CRITICA
DESCRIPTION:RACCONTARE IL CINEMA SPERIMENTALE: BEN RIVERS \nIl primo laboratorio di critica cinematografica di Cinema on the Docks si concentra su come avvicinarsi al cinema sperimentale\, con la sua pratica unica che si riconfigura per ogni cineasta. Quali parole usare per un cinema che ambisce a una libertà di linguaggio? \nDue incontri laboratoriali e una masterclass per addentrarsi nel mondo della critica e della programmazione cinematografica\, incontrando gli autori che stanno contrassegnando il cinema contemporaneo. \n– 30 ottobre\, ore 18: Laboratorio di scrittura critica\n– 8 novembre\, ore 16: Masterclass con Ben Rivers\n– 13 novembre\, ore 18: Laboratorio di scrittura critica
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SUMMARY:PGC24 - IL TEMPO CHE CI VUOLE
DESCRIPTION:Il tempo che ci vuole \nRegia: Francesca Comencini; sceneggiatura: Francesca Comencini; interpreti: Fabrizio Gifuni\, Romana Maggiora Vergano\, Anna Mangiocavallo; produzione: Kavac Film\, Les films du Worso\, IBC Movie\, One Art\, Rai Cinema; distribuzione italiana: 01 Distribution. \nPresentato Fuori Concorso alla 81° edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. \nItalia\, Francia\, 2024\, 110’. Versione originale in italiano. \nSINOSSI \nLa regista Francesca Comencini esplora il rapporto con il padre\, il regista Luigi Comencini\, in un viaggio emotivo composto di ricordi condivisi. La storia si dipana tra momenti di intimità e conflitto\, rivelando come la passione per il cinema abbia influenzato la loro relazione. Francesca\, una giovane ragazza alle prese con la propria identità\, si confronta con le aspettative e la fama del genitore\, sentendosi spesso inadeguata. Mentre la vita di Francesca è segnata da eventi storici e personali complessi\, il film mette in luce i legami familiari e le sfide della crescita. Attraverso il potere del cinema\, i due protagonisti cercano di riconciliarsi\, scoprendo la bellezza e le difficoltà del rapporto tra padre e figlia. \nNOTE DI REGIA \nDopo tanti anni passati a fare il suo stesso lavoro cercando di essere diversa da lui\, ho voluto raccontare quanto ogni cosa che sono la devo a lui: ho voluto rendere omaggio a mio padre\, al suo modo di fare cinema\, al suo modo di essere\, all’importanza che la sua opera e il suo impegno hanno avuto per il nostro cinema\, all’importanza che la sua persona ha avuto per me. Forse\, mi sono detta\, forse ora sono abbastanza anziana\, ne sono capace\, forse ora sarò all’altezza di questo racconto. Forse\, ora\, è arrivato il momento di dirgli grazie. \nBIO REGISTA \nFrancesca Comencini è una regista e sceneggiatrice italiana\, figlia del regista Luigi Comencini. Dopo aver iniziato gli studi in Filosofia\, negli anni Ottanta abbandona l’università  per dedicarsi al cinema. Fa il suo esordio con Pianoforte (1984)\, seguito da opere significative come Mi piace lavorare (2004)\, presentato al Festival di Berlino e vincitore del Premio della giuria ecumenica. Tra i suoi film\, ricordiamo Lo spazio bianco (2009) e Un giorno speciale (2012)\, entrambi presentati alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel 2014\, collabora a Gomorra – La serie\, e nel 2015 riceve il Premio Cipputi alla carriera al Torino Film Festival. \nPLOT \nDirector Francesca Comencini explores her relationship with her father\, filmmaker Luigi Comencini\, in an emotional journey of shared memories. The story unfolds between moments of intimacy and conflict\, revealing how the passion for cinema influenced their relationship. Francesca\, a young girl struggling with her own identity\, is confronted with the expectations and the fame of her parent\, often finding herself feeling inadequate. While Francesca’s life is marked by complex historical and personal events\, the film highlights family ties and the challenges of growing up. Through the power of cinema\, the two protagonists try to reconcile\, discovering the beauty and difficulties of their father-daughter relationship. \nDIRECTOR’S NOTE \nAfter so many years spent doing the same job as him\, trying to be different from him\, I wanted to tell how much everything I am I owe to him: I wanted to pay homage to my father\, to his way of making films\, to his way of being\, to the importance that his work and his commitment have had for our cinema\, to the importance that the person he was has had for me. Perhaps\, I said to myself\, perhaps now I am old enough\, perhaps now I am capable\, perhaps now I will live up to this legacy. Perhaps\, now\, the time has come to say thank you. \nDIRECTOR’S BIO \nFrancesca Comencini is an Italian film director and screenwriter\, daughter of director Luigi Comencini. After beginning her studies in Philosophy\, she dropped out in the 1980s to devote herself to cinema. She made her debut with Pianoforte (1984)\, followed by significant works such as Mi piace lavorare (2004)\, presented at the Berlin Film Festival and winner of the Ecumenical Jury Prize. Her film credits include Lo spazio bianco (2009) and Un giorno speciale (2012)\, both presented at the Venice International Film Festival. In 2014\, she collaborated on Gomorra – La serie\, and in 2015 she received the Cipputi Lifetime Achievement Award at the Turin Film Festival.
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